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La mia LincolnL'ultima Cruiser
L'ultima vera cruiser , l'ultima paleolitica rappresentazione di un modo di fare "macchine" che non tornerà più, l'ultima full size a calcare le highway americane quando persino la storica Eldorado, nel '79, si piegò allo shock petrolifero e iniziò il downsizing.
Sono alcuni dei motivi che fanno di quest'auto una sorta di confine d'acciaio tra le auto americane come le abbiamo conosciute nei Chip's e la nuova generazione di vetture plasticotte che, a tutt'oggi, infestano il mondo. La Mark V del '79 ha fatto registrare record di vendite in quanto la concorrente diretta, Cadillac, inaugurò con il model year '79 la nuova stirpe della eldorado, più piccola e con motori ridimensionati (si fa per dire....) in cilindrate meno da caterpillar, così la reazione del pubblico ancora ancorato al concetto di "bigger is better" fu una corsa nei concessionari Lincoln, e fece registrare il record di ordini per questa straordinaria vettura. Con i modelli del '79 il gruppo Ford finì ad un passo dal violare i nuovi standard fissati dal governo su consumi ed emissioni inquinanti e così la generazione successiva, nel 1980, decretò la fine di tutti i dinosauri finora prodotti dall'industria americana. In ogni caso una riflessione è d'obbligo, pensare che chi ha disegnato macchina come questa e chi ha disegnato la fiat croma appartengono alla stessa specie animale fa venire i brividi...ci dà un'idea di come stiamo messi oggi. Quest'auto viene dal texas dove, prima che finisse tra le mie mani, ha fatto felici altri due proprietari, il primo di fort worth ed il secondo richland hills (località tra l'altro vicinissime), parliamo quindi in tutti e due i casi della zona di dallas come testimonia anche il badge originale del concessionario (in metallo e fissato nel baule posteriore) che nel '79 ha venduto questo gioiellino. Questa è una sintesi del perchè, questa opera d'arte su ruote, oggi sonnecchia nel mio garage.... Aria barocca![]() Fari a scomparsa, paraurti sporgenti, "opera window" (gli oblò sul padiglione), tutti i dettagli conferiscono a quest'auto un'impareggiabile aria "barocca", come le elegantissime luci di posizione laterali qui evidenziate, poste alle estremità anteriori della vettura, magnificamente incastonate nella linea della macchina e con tanto di logo Lincoln inciso....sono particolari che denotano la cura nel design, un bravo a Don DeLarossa che ha tracciato le linee di questo capolavoro su ruote.
Il sistema di apertura delle coperture dei fari anteriori va con la depressione del motore, un sistema di tubi e polmoncini fa si che, una volta avviato il motore, basta azionare un comando per scoprire i gruppi ottici, curioso invece l'azionamento degli abbaglianti, c'è un interruttore sul pavimento da azionare con il piede sinistro. Dotazioni completissime per l'epoca come aria condizionata, sedili a regolazione elettrica, cruise control al volante, radio con memoria stazioni, e ovviamente servosterzo, alzacristalli elettrici, specchietti a controllo remoto, chiusura centralizzata, ed inoltre parliamo di una vettura catalizzata e che va a benzina verde....e siamo nel 1979. Posteriore inconfondibile![]() La parte posteriore è elaborata e caratteristica quanto l'anteriore, l'elemento che sicuramente la rende inconfondibile è la bombatura che simula l'alloggiamento della ruota di scorta (sulle mark degli anni '50 era effettivamente in quella posizione, sulle serie IV e V era all'interno del baule in posizione orizzontale) e che omaggia e ricorda le mark prima serie, lussuose e costose in america tanto quanto le rolls in europa.
Sul semicerchio campeggiano i caratteri cromati della scritta "continental" e al centro il logo lincoln che nasconde la serratura per l'apertura del baule. Completano il quadro i sottili gruppi ottici, la accennate pinne caudali retaggio dello styling anni '50 e lo splendido paraurti cromato. L'elaborazione estetica complessiva, il sapiente equilibrio delle linee e le proporzioni, fanno si che una vettura di ben 5 metri e 85 cm per 2 di larghezza sia all'occhio estremamente snella e aggraziata. La vettura è stata prodotta nel 1979 nello stabilimento di Wixon, nel michigan ovviamente....sulla sinistra sopra il catarinfrangente è visibile il raffinato badge di "W.O. Bankstone", il dealer di Dallas che nel '79 consegnò l'auto nuova di pacca al primo fortunato proprietario. Frequenza naturale
Nella foto il poderoso V8 di 400 ci (400 pollici cubi pari a 6.600 cc) che equipaggia la mark V, sentire girare un otto cilindri di questo tipo è musica per le orecchie...rilassante, morbido, con quel tipico borbottio che è sicuramente più "umano" degli isterici ronzii dei moderni propulsori.
E'un motore che trasmette, come tutti i vecchi V8, una sensazione strana ma il cervello di chi ama la meccanica lo percepisce come se fosse un vecchio amico, un tranquillo e vellutato amico che ronfa sornione in sintonia con la nostra frequenza naturale. Avviso ai naviganti
Ed ora una piccola curiosità per tutti e un monito per qualcuno.
La curiosità riguarda la foto, la riconoscete?i miei coetanei la riconosceranno, è una foto tratta dal film "la macchina nera" ("the car" il titolo originale), una pellicola veramente ben fatta (visto ancora oggi non ha perso assolutamente il suo potere inquietante), dove una misteriosa auto completamente nera seminava morte e distruzione in una cittadina della provincia americana, adesso è molto che non lo passano ma da bambino l'avrò visto decine di volte, tremendamente affascinante.....sarà li che mi sono innamorato della mark V. Il film è del 1977, e quella utilizzata fu una mark III (molto simile alla V) debitamente customizzata e trasformata per la parte della cattiva dal famosissimo George Barris, carrozziere della West Coast artefice di customizzazioni e preparazioni di ogni tipo (anche per hollywood), andate al www.barris.com e vedrete auto che noi del '74 e dintorni conosciamo bene. Su youtube si trovano ricchi filmati con le scene salienti, andate a dare un'occhiata: il trailer http://it.youtube.com/watch?v=PoAD3kUmN9s , e 10 minuti di scene: http://it.youtube.com/watch?v=w3FYPMx4K54&feature=related Ora veniamo al monito....nel weekend quando giro con il mio gioiellino e mi rilasso con la frequenza umana del suo motore mi trovo negli specchietti sempre qualche coglione iperteso con la sua milleseisuperturbosedicivalvolespaccosbrego o con la bmw con le prese d'aria fatte con le reti per conigli che mi sta ad un palmo dal paraurti perchè chissà dove cazzo deve andare e vuole dimostrarmi quant'è bravo.....ma perchè 'sta sfida?che ti ho fatto?cosa devi dimostrarmi?vai per la tua strada e io andrò per la mia. In ogni caso, siccome sono buono e giusto, ti faccio una lezione tecnica: le macchine americane di trent'anni fa hanno un paraurti di acciaio spesso un dito, fissato su una traversa grossa come una rotaia, fissata su respingenti d'acciaio, fissati a loro volto sui longheroni (di un telaio da camion) sempre d'acciaio....insomma in due parole: è dura. Allora, per favore, se guidi una colorata macchina superturbotwinspark con 70 metri quadri di alettoni e se davanti vedi una tranquilla continental bianca molleggiare paciosa metti la freccia e sorpassa sereno, non sceglierla per far vedere quanto sei capace a stare appiccicato dietro a fare pressing, insomma non starmi attaccato a un palmo dal paraurti sennò rischi che mi scivola il piede sul freno e i prossimi 20.000 euro per farti la nuova milleottospaccosbregoturbovolantesedilesparco li lasci dal dentista. Uomo avvisato.... |
11 settembre
Ne ho le palle piene,non ne posso più di sentire boiate sull'11 settembre,se siete tra quelli che pensate che in realtà l'aereo sul pentagono lo guidava topo gigio e che Bush era d'accordo con gli extraterrestri rettiliani sputatevi in un occhio. Fatto questo cliccate sulla bandiera sopra e troverete il link ad un interessante blog, leggete TUTTO e prendetelo come SPUNTO per documentarvi, leggere, capire, così il prossimo 11 settembre non mi toccherà sentire le solite stronzate. Spero. NYC
Collegamento al sito ufficiale della città di New York, sito governativo con molti link utili, sia per chi c'è stato sia per chi deve andarci, se parlate inglese peggio di Alberto Sordi in "un americano a Roma" e non ci capite una mazza fate un copia/incolla con questo: http://www.nyc-site.com/index.php American Drive
Guidi una punto bordeaux a metano ma sogni un'americana?allora comprati un bossolo ed inizia a metterci qualche euro dentro, nel frattempo leggiti "American Drive Magazine" la rivista mensile di auto americane, classiche e contemporanee, diretta con passione e competenza dal bravissimo GP Varetto, ci saranno consigli utili per quando aprirai il bossolo.... |
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